La scuola

 
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Storia

NEL MEZZO DEL CAMMIN…

 


Era una notte buia e tempestosa…no, no!!! C'era una volta un re, diranno i miei piccoli lettori….no, neanche così! Nel mezzo del cammin di nostra vita…no, nemmeno questo!

Beh, anche se nessuno di questi (più o meno…) famosi incipit è quello della nostra storia, siamo sicuri che il seguito è altrettanto luminoso (avete presente come brilla Edy, l'aiutante di Archimede Pitagorico? Uguale!)

Di cosa stiamo parlando? Ma dell'evento dell'anno (oddio…anche dell'anno scorso e di due anni fa… Ci abbiamo messo un po' a capire la data giusta): l'anniversario della fondazione!

Ab Urbe condita? (còndita, mi raccomando!) dirà qualcuno tra i lettori, almeno tra quelli più acculturati. Ma no!!! Di più, di più! A SCHOLA CONDITA! (in questo caso anche condìta….Scherzo!)

Ebbene sì! La nostra scuola compie 35 anni (anzi, sarebbero più di quaranta, ma i primi anni dipendeva formalmente da Teramo e così ne può approfittare per togliersene qualcuno e senza nemmeno usare una di quelle creme miracolose del genere “perché io valgo”). Adesso non aspettatevi un racconto nel più puro stile Marina Ripa di Meana (“I miei primi quarant'anni”) perché se voi – cari lettori – non eravate nemmeno in fase di progettazione, anche chi scrive non c'era ancora (il primo che dubita è spacciato!).

Ma abbiamo la fortuna di avere in redazione qualcuno che c'era.

Giovane e brillante studentessa, perfettamente in tiro con la moda del momento, tutta eskimo e jeans, peace and love (l'avreste mai detto a vederla adesso in rigorosi tailleur griffati? Ok, da questo avrete già capito che non è la Russo), la nostra prof. Serafini ha accettato di rispondere ad un paio di domande e a farci un quadro di quegli anni.

Tenetevi forti: in classe, classe moderna: era mista, si portava il GREMBIULE. Sì proprio uno di quei vestitini neri e tutti uguali. E durante i primi anni (diciamo fino a tutto il biennio) le fanciulle non si sognavano neppure di uscire di casa con le calze velate, ma portavano i calzettoni d'ordinanza. All'apparenza una scolaresca che sembrava uscita da un film di Raffaello Matarazzo (è un regista neorealista soft); ma Mary Quant aveva già lanciato la sua offensiva, che da Londra si stava per riversare, anche se lentamente, pure su Giglie.

Inoltre: qualcuno di voi si lamenta per le classi affollate? All'epoca erano più o meno in trentacinque e non si potevano neanche spostare da una classe all'altra perché ce n'era una sola. C'era un professore di matematica simpaticissimo ma indecifrabile perché abituato ad insegnare all'università (una specie ormai estinta: se oggi trovate qualcuno che avendo la possibilità di insegnare all'università sceglie il liceo segnalatelo al WWF) e un prof. di inglese preso in giro dagli studenti perché piccolo e decisamente rotondo (beh, almeno questo atteggiamento non cambia negli anni). E anche allora c'erano le materie preferite e odiate: nella fattispecie la Nostra adorava il disegno e odiava la storia.

La sede era ubicata presso la scuola elementare “De Amicis”, al paese, e in pochi anni si susseguirono un sacco di presidi: Di Battista, Galli, Gebbia. Nel secolo scorso (lo so, la battuta è facile), per il Ventennale, tutta la classe si è rincontrata per una cena conviviale (speriamo più allegra di quella dei Compagni di scuola di Verdone; cronache dell'epoca affermano che le ragazze erano tutte belle e curate, mentre i quasi tutti i maschietti avevano messo su una pancetta da “commenda”); le fanciulle che ancora abitano in zona si ritrovano ancora regolarmente per portare avanti la gloriosa tradizione del liceo scientifico di Giulianova, corso Unico. Anzi, la Nostra ci ha rivelato che una sua compagna di scuola oggi è anche una sua collega: si tratta della prof. Grazia Baldassarre. E, indovinate?, la giovane Grazia ricorda ancora oggi con piacere la prof. di Italiano del terzo, mentre non poteva sopportare il prof. di matematica. Considerando che oggi insegna MATEMATICA…non si può mai dire mai, no?
Beh, alcune cose da allora sono cambiate: il liceo si è dato un nome: Marie Curie, due volte premio Nobel il che non le è bastato per farsi conoscere con il suo vero cognome, la sede, costruita ex novo qui, al paese, in un ameno luogo tra il cimitero e l'ospedale, e il numero degli studenti enormemente cresciuto (attualmente il liceo è come Renèe Zellweger nella fase più distruttiva di Briget Jones) e il look degli studenti è passato da Raffaello Matarazzo ai fratelli Vanzina. La parte seria (si fa per dire) che è in me, mi impone di dirvi che è in preparazione un annuario patinato per ricordare questo anniversario. Sicuramente verrà presentato durante una cerimonia fantasmagorica con annesso ricevimento (avete presente le feste che si tengono nei locali di corso Como a Milano? No? Neanche gli organizzatori) in cui la vostra Talpa cercherà di infiltrarsi per tenervi aggiornati. Per adesso è tutto, miei cari. A presto. 
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